domenica 5 luglio 2009

RIENTRO

Da Parigi a Venezia il viaggio non è stato di solo trasferimento, Sandro avendo vissuto a Parigi ha saputo trovare un percorso nelle varie regioni, passando dalla Borgogna alle rive del Rodano.





Lungo il percorso però non si può non sostare presso l'Abbazia di Pontigny ed ammirarne le sue linee semplici ed austere, uno degli ultimi edifici di architettura cistercense ancora esistente in Borgogna.










Rientriamo in Italia dallo spettacolare colle del Moncenisio, ancora coperto di neve, tanto da costringere i partecipanti a riprendere l'abbigliamento pesante per il crollo vertiginoso della temperatura.
Ciliegina sulla torta è stata la fermata nelle Langhe, l'ultima notte è stata passata a La Morra (CN) a due passi dalla famosa valle del Barolo, dove in un agriturismo incantevole la coppia di spavaldi raider ha potuto riposare con una splendida vista sulle vigne del pregiato vino.






L'arrivo sull'Adriatico è avvenuto a Chioggia, nella lucente piazzetta principale che si affaccia sul meraviglioso porto, dove gli amici, Lucia Balboni (che si è occupata della logistica a terra durante tutto il viaggio) e l'Assessore alla Cultura della città, hanno offerto un'accoglienza degna di eroi d'altri tempi, oltre ad offrire una targa ricordo per ringraziare i due motociclisti di aver portato cosi lontano il nome della Repubblica Marinara Veneta.










..un viaggio iniziato in barca non poteva però non terminare in barca. L'amico Marco ospita tutti i partecipanti della spedizione a bordo del suo "bragozzo" ULISSE (imbarcazione da pesca tipica chioggiotta) e porta il gruppo in un piccolo tour tra i canali di Chioggia.







Termina così la SPEDIZIONE ADRIARTICA, un viaggio di 38 giorni e 14.200 km attraverso ben 15 paesi. Viaggio atto a dimostrare, attraverso l'esemplare forza di Sandro, che i limiti non esistono. Che volere è potere, che la determinazione associata alla volontà possono portare a risultati notevoli. Che un portatore di handicap, disabile, diversamente abile, non importa come etichettiamo queste persone, ha saputo dare esempio di quanto lontano si può camminare se la voglia di vivere è dentro di noi.

Affinchè tutti abbiano da imparare.

mercoledì 10 giugno 2009

PARIGI

..lasciati alle spalle i mulini a vento pasiamo in Belgio, a Charleroi infatti dovremmo recuperare una volta ancora Diego il cameraman rimandato indietro dallo studio di produzione per filamre l'ultima parte del viaggio.





..Marcinelle dista solo 15 km dall'aeroporto di Charleroi, ed è li che ci dirigiamo, pochi lo ricordano ancora ma poco più di 50 anni fa qui successe una catastrofe immane..







Il disastro di Marcinelle fu una catastrofe avvenuta la mattina dell'8 agosto 1956 in una miniera di carbone situata a Marcinelle, nei pressi di Charleroi, in Belgio. L'incidente provocò 262 morti su un totale di 274 uomini presenti nella miniera. Per numero di morti nella storia dei minatori italiani emigrati, questa sciagura è la terza più cruenta disgrazia dopo quella di Monongah e il disastro di Dawson.
Verso le ore 8.10, un ascensore a gabbia si ferma in profondità al livello 975 del pozzo di areazione. Incurante del fatto che quell'ascensore non era destinato a lui, l'addetto di turno decide di caricare su quell'ascensore i vagoncini pieni arrivati dai cantieri. A causa di un freno difettoso, il primo vagoncino caricato è bloccato da un carrello vuoto presente nell'ascensore, carrello che sarebbe dovuto essere spinto fuori dal compartimento dal carrello pieno. L'addetto agli ascensori non ha nemmeno il tempo di sbloccare a mano il meccanismo che l'ascensore si mette in moto bruscamente portando con sé i due vagoncini che sporgono. Risalendo, una putrella del sistema di invio trancia una condotta d'olio a 6kg/cm² di pressione, i fili telefonici e due cavi dell'alta tensione(525 volt), oltre alle condotte dell'aria compressa che servivano per gli strumenti di lavoro usati in fondo alla miniera: tutti questi eventi insieme provocarono un imponente incendio. Essendo avvenuto nel pozzo di entrata dell'aria, il fuoco e il fumo raggiunsero ben presto ogni angolo della miniera, alimentati anche dalle molteplici strutture in legno.
L'allarme venne dato alle 8.25 da un uomo risalito in superficie, anche se già alle 8.10, in superficie, si era capito che qualcosa di gravissimo era successo perché il motore dell'ascensore (1250 CV) si era fermato e il telefono non funzionava più (il responsabile era corso ad avvertire l'ingegnere che probabilmente erano di fronte a un possibile "cassage de fosse" cioè a una rottura nel pozzo, un deragliamento).
Alle 9.10 il pozzo di estrazione dell'aria era già inutilizzabile. I cavi delle gabbie di questo pozzo cedettero a poco a poco.
Alle 9.30 due persone tentarono, senza equipaggiamento, di farsi strada attraverso un tunnel laterale. Il tentativo risultò vano. Il passo d'uomo venne allargato solo quattro ore e mezza più tardi e ciò permise di scoprire numerosi cadaveri.
Una spedizione scese poi verso le 15.00 attraverso il primo pozzo e scoprì tre sopravvissuti. Gli ultimi tre furono scoperti più tardi, da una spedizione diversa.
Il 22 agosto, alle 3 di notte, dopo la risalita, coloro che tentarono il salvataggio dichiareranno in italiano "tutti cadaveri". Alla fine persero la vita 262 uomini, di cui 136 italiani e 95 belgi. Solo una decina di minatori sopravvissero.






..il museo di commemorazione tocca gli animi di tutto il gruppo ma non scalfisce la voglia di proseguire, Parigi ci attende..





..inutile elencare le bellezze architettoniche e non della capitale francese, tutti sappiamo di quanto sfarzo sia dotata questa città..





..anche se vista e rivista Parigi dona ogni volta sensazioni nuove






..soprattutto quando la si gira in moto nell'ampio viale dei Champs Elisee







..di giorno come di notte








..e soprattutto dall'alto della Torre Eiffel







..ps: Cristina, arrivata a Copenaghen per rimanere con noi solo 4 giorni ci comunica che invece seguirà il gruppo fino al rientro in Italia!




lunedì 1 giugno 2009

AMSTERDAM

..lasciamo la Danimarca alle spalle ed attraversiamo la Germania in un baleno, l'Olanda ci da subito il benvenuto presentandoci un mulino a vento



..difficile apprezzare Amsterdam invasa da sciocchi clienti di "coffee shop", ma non si demorde, decidiamo di scoprirla da un altro punto di vista: per la seconda volta affittiamo una barca e la osserviamo dall'acqua



..ad aspettarci ad Amsterdam ci sono Michela e Marinella, altre due ragazze della spedizione, il gruppo torna ad assumere le dimensioni della partenza..



..ma un'altra novità ci aspetta nella capitale olandese, il produttore decide di rimandare indietro il cameraman Diego, le immagini gli sono piaciute ed ha così deciso di avere i filmati anche dell'ultima parte del viaggio!



..uno scorcio di un mulino




domenica 31 maggio 2009

COPENAGHEN

..lasciamo Stoccolma proseguendo verso la Danimarca ma la prima sosta è ancora in Svezia al castello di Orebro. Manca il sole ma nonostante questo il castello si mostra in tutta la sua imponenza..


..a Helsingborg, al Sud della Svezia l'ennesimo traghetto ci porta in Danimarca ad Helsingor, Copenaghen è all'orizzonte!


..arrivati nella capitale danese andiamo subito a recuperare all'aeroporto un componente della spedizione, Cristina è appena arrivata!


..ci dedichiamo alla visita della città esplorando piazze e canali, Nihavn lascia sempre incantati


La mattina, al nostro risveglio, troviamo una sorpresa: qualcuno ha sfondato il finestrino lato passeggero portando via alcuni oggetti. All'appello mancano una macchina fotografica, cd di musica, sigarette.. ci poteva andare peggio. Simone però è furibondo; potevano rubare tutto ma non le sigarette!!!




Ci attiviamo ripulendo il tutto e ricostruendo il vetro con un pezzo di nylon, l'accaduto non ci scoraggia e non scalfisce minimamente il ricordo delle belle ore trascorse a Copenaghen.





..dopo avere fatto la denuncia dell'accaduto alla polizia passiamo dal lungomare, non si può lasciare la città senza avere prima dato uno sguardo alla famosa sirenetta




..la strada ci conduce a sud ma prima di lasciare la Danimarca optiamo per una sosta ancora, le scogliere bianche di Mons Klint. Alte 130 metri sono formate da strati di conchiglie fossili risalenti a 5.000 anni fa. Il mare, causa l'erosione della marea sullo strato di calcare, è particolarmente bianco.. sembra quasi latte. Da un sentiero in mezzo ad un bosco di faggi raggiungiamo un promontorio che domina il dirupo e la vista è fantastica.













giovedì 28 maggio 2009

STOCCOLMA

..a Bergen purtroppo salutiamo Maria e Mariangela che se ne ritornano a casa, ora rimaniamo solo in 4, i primi rinforzi arriveranno solo a Copenaghen quando arriverà Cristina.
..rimaniamo in Norvegia ma ci spostiamo ad Oslo, città che non soddisfa le nostre le nostre aspettative ma tappa obbligatoria in quanto Diego ci lascia in questa città, da ora in poi sarà nostro il compito di fare anche le riprese.


..ora siamo solo in 3 e la prima giornata la dedichiamo a risolvere un problema che ci trasciniamo da tempo, le targhe!


..poco fuori Oslo, in un officina da camion, troviamo un abile meccanico che si presta ricostruirci i pezzi di parafango e portatarga lacerati dalle buche delle strade russe


..necessitano 4 ore di tempo a risolvere la questione ma alla fine le moto sono come nuove; dopo 10 giorni e quasi 4.000 km abbiamo finalmente di nuovo le targhe!
Spesa..? Zero! L'audacia della nostra impresa impressiona il meccanico che in segno di rispetto ci esegue l'intervento gratuitamente;-)




..lasciamo definitivamente la Norvegia e la prima tappa della ritrovata Svezia è Stoccolma



..sempre affascinate e con il meritato appellativo di "bellezza sull'acqua" questa volta però le impalcature presenti sulle facciate di numerosi palazzi non le permettono di mostrarsi in tutto il suo splendore





..Olita mentre guida tra Petrozavodsk e Murmansk. Date un occhio al manto stradale: ora avete capito perchè si perdono le targhe?




domenica 24 maggio 2009

BERGEN

..la discesa verso sud prosegue lenta ma inesorabile e finita la foresta svedese si passa di nuovo in Norvegia e la prima città toccata è Trondheim. Era da San Pietroburgo che non sostavamo in una città ed il rientro nel caos è di impatto per tutti.



La Norvegia è una terra di roccia e acqua..

..penetrata da profondi fiordi..


..che penetrano portando il mare fino a 150 km all'interno.


..di valichi montani invece ne dobbiamo affrontare due



..il paesaggio è spettacolare





..muri di neve ai lati della strada alti fino a 4 metri a volte ci fanno credere di essere su di una pista da bob più che su una strada.






Dopo 4 giorni dalla partenza da Capo Nord siamo a Bergen, sempre in Norvegia ma 2.400 km più a sud.





















venerdì 22 maggio 2009

SVEZIA

..da Capo Nord la strada ora è tutta in "discesa", si scende a sud ma la neve ed il gelo stentano a scomparire. Incontriamo pescatori che pescano praticando fori sulla superficie dei laghi ghiacciati.


..si opta per l'enneima variante al percorso, decidiamo di proseguire via Svezia per accelerare il passo e riportarci sulla tabella di marcia, i paesaggi sono mozzafiato



..un incontro con un allevatori di alci ci procura un incontro ravvicinato con questi mansueti e timidi animali. Della stazza di un cavallo potrebbero impaurire chiunque ed invece bisogna accattivarsi la loro amicizia per poterli avvicinare.







..i paesaggi e gli scorci si susseguono incessantemente, ogni scatto è un poster. Impiegheremo tre giorni per attraversare la Svezia ma siamo sicuri che non ci annoieremo.










..nel frattempo studiamo metodi e pose migliori per catturare scene di viaggio e, dopo il primo scompiglio iniziale..



..con serio rischio di copulazione tra Diego (il cameraman) e Simone..





..si sembra trovare una soluzione apropriata al problema..




..ma le scene le vedrete solo al nostro ritorno!;-)