mercoledì 10 giugno 2009

PARIGI

..lasciati alle spalle i mulini a vento pasiamo in Belgio, a Charleroi infatti dovremmo recuperare una volta ancora Diego il cameraman rimandato indietro dallo studio di produzione per filamre l'ultima parte del viaggio.





..Marcinelle dista solo 15 km dall'aeroporto di Charleroi, ed è li che ci dirigiamo, pochi lo ricordano ancora ma poco più di 50 anni fa qui successe una catastrofe immane..







Il disastro di Marcinelle fu una catastrofe avvenuta la mattina dell'8 agosto 1956 in una miniera di carbone situata a Marcinelle, nei pressi di Charleroi, in Belgio. L'incidente provocò 262 morti su un totale di 274 uomini presenti nella miniera. Per numero di morti nella storia dei minatori italiani emigrati, questa sciagura è la terza più cruenta disgrazia dopo quella di Monongah e il disastro di Dawson.
Verso le ore 8.10, un ascensore a gabbia si ferma in profondità al livello 975 del pozzo di areazione. Incurante del fatto che quell'ascensore non era destinato a lui, l'addetto di turno decide di caricare su quell'ascensore i vagoncini pieni arrivati dai cantieri. A causa di un freno difettoso, il primo vagoncino caricato è bloccato da un carrello vuoto presente nell'ascensore, carrello che sarebbe dovuto essere spinto fuori dal compartimento dal carrello pieno. L'addetto agli ascensori non ha nemmeno il tempo di sbloccare a mano il meccanismo che l'ascensore si mette in moto bruscamente portando con sé i due vagoncini che sporgono. Risalendo, una putrella del sistema di invio trancia una condotta d'olio a 6kg/cm² di pressione, i fili telefonici e due cavi dell'alta tensione(525 volt), oltre alle condotte dell'aria compressa che servivano per gli strumenti di lavoro usati in fondo alla miniera: tutti questi eventi insieme provocarono un imponente incendio. Essendo avvenuto nel pozzo di entrata dell'aria, il fuoco e il fumo raggiunsero ben presto ogni angolo della miniera, alimentati anche dalle molteplici strutture in legno.
L'allarme venne dato alle 8.25 da un uomo risalito in superficie, anche se già alle 8.10, in superficie, si era capito che qualcosa di gravissimo era successo perché il motore dell'ascensore (1250 CV) si era fermato e il telefono non funzionava più (il responsabile era corso ad avvertire l'ingegnere che probabilmente erano di fronte a un possibile "cassage de fosse" cioè a una rottura nel pozzo, un deragliamento).
Alle 9.10 il pozzo di estrazione dell'aria era già inutilizzabile. I cavi delle gabbie di questo pozzo cedettero a poco a poco.
Alle 9.30 due persone tentarono, senza equipaggiamento, di farsi strada attraverso un tunnel laterale. Il tentativo risultò vano. Il passo d'uomo venne allargato solo quattro ore e mezza più tardi e ciò permise di scoprire numerosi cadaveri.
Una spedizione scese poi verso le 15.00 attraverso il primo pozzo e scoprì tre sopravvissuti. Gli ultimi tre furono scoperti più tardi, da una spedizione diversa.
Il 22 agosto, alle 3 di notte, dopo la risalita, coloro che tentarono il salvataggio dichiareranno in italiano "tutti cadaveri". Alla fine persero la vita 262 uomini, di cui 136 italiani e 95 belgi. Solo una decina di minatori sopravvissero.






..il museo di commemorazione tocca gli animi di tutto il gruppo ma non scalfisce la voglia di proseguire, Parigi ci attende..





..inutile elencare le bellezze architettoniche e non della capitale francese, tutti sappiamo di quanto sfarzo sia dotata questa città..





..anche se vista e rivista Parigi dona ogni volta sensazioni nuove






..soprattutto quando la si gira in moto nell'ampio viale dei Champs Elisee







..di giorno come di notte








..e soprattutto dall'alto della Torre Eiffel







..ps: Cristina, arrivata a Copenaghen per rimanere con noi solo 4 giorni ci comunica che invece seguirà il gruppo fino al rientro in Italia!




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